La storia

Il Terziere di Matiggia è diviso, da secoli immemorabili, in contrade dette balìe, con confini e territori ben definiti. Nella rievocazione storica abbiamo mantenuto la suddivisione descritta dallo storico Durastante Natalucci nella sua "Historia", anche se non corrisponde più al quella attuale.
La prima balìa è quella di S. MARTINO. Comprende i territori di Pietrarossa, Parrano, Malborghetto e si estende fino ai fiumi Sportella e Marroggia. Simbolo della balìa è il pozzo, poco distante dalla chiesa di S. Maria di Pietrarossa.
Si racconta che la sua acqua fosse miracolosa, che il pozzo non si prosciugasse mai, anzi durante la festa di S. Giovanni si riempiva a dismisura, donando, a chi la beveva, grazie e miracoli.
Tanto è vero che, si racconta che anche S. Francesco la utilizzò per i lebbrosi dell'ospedale di S. Tommaso.

La seconda balìa è detta MATIGGE; questa si estende dai confini con Foligno, fino al fossato di S. Donato e verso la balìa di S. Maria in Valle. Secondo il Natalucci i suoi territori in pianura sono i più fertili di tutto il trevano; nella collina è particolarmente favorita infatti, la coltura degli ulivi: "piantoni assai uniti e grandi e non soggetti a perdersi nei freddi più rigidi...". Simbolo della balia è dunque l'ulivo, ricchezza e vanto delle nostre terre.

La terza balìa è S. MARIA IN VALLE, il suo simbolo è la Madonna, alla quale questa terra è dedicata. La modonna è rappresentata in una tavola, opera dell'artista Lorella Passeri. Riproduce quella dipinta a tempera nella metà del Duecento, proveniente dalla chiesa di S. Martino a Manciano, che raffigura la Madonna con Bambino, scene della passione di Cristo e della vita di San Martino, oggi al Museo Diocesano di Spoleto.
Il territorio della balìa confina con quello di S.Martino e comprende la Valle, Collecchio e Castelluccio, compreso alcune terre di "più Collecchio e attraversata la strada romana..." come recita l' "Historia" di Trevi.

La quarta balìa, con le amene ville di Ponze e Radicosa, è quella di MANCIANO. Il territorio "...alpestre, montagnoso e silvato.." è ricco di boschi e frutteti; ma si distingue per la produzione del castagno, simbolo della balìa, che, per quanto riguarda il nostro comune, avviene esclusivamente in questa zona.

La quinta balìa è quella di COSTE. Il nome della balia deriva dalle "coste" o fianchi della montagna, su cui sono disposte le abitazioni, raggruppate intorno alle chiese di S. Paolo, S. Maria e S. Filippo. La maggior parte del suo territorio è lasciato al pascolo, ma la balìa è nota anche per la produzione di legname pregiato con cui rifornisce buona parte dei trevani.

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